Il Datore di Lavoro nella Sicurezza

Riporto di seguito la recensione del mio libro, a cura di Paolo Iacci che ringrazio, pubblicata sul n. 14/2026 di HR Online, rivista periodica di AIDP – Associazione Italiana per la Direzione del Personale, raggiungibile a questo link.
La sentenza della Corte di Cassazione sulla tragedia ferroviaria di Viareggio, pronunciata a fine giugno del 2026, ha chiuso una delle vicende giudiziarie più lunghe e dolorose della storia industriale italiana. A quasi diciassette anni dall’incidente, i giudici hanno confermato in via definitiva le responsabilità di alcuni vertici aziendali, tra cui l’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. Al di là degli aspetti processuali e delle inevitabili discussioni che una decisione di questo tipo suscita, quella vicenda lascia una riflessione destinata a rimanere. Quando si verifica un grave infortunio o una tragedia sul lavoro, il giudice non si limita a guardare l’organigramma o le deleghe formalmente attribuite. Cerca piuttosto di capire chi disponesse realmente del potere di decidere, di organizzare e di spendere per prevenire il rischio.
È esattamente la domanda dalla quale prende avvio il volume di Francesco Pedroni Il Datore di Lavoro nella Sicurezza. Una domanda apparentemente semplice, ma che nella pratica professionale genera equivoci, errori organizzativi e, nei casi più gravi, conseguenze giudiziarie molto pesanti.
La figura del datore di lavoro è probabilmente una delle più citate all’interno del Testo Unico sulla salute e sicurezza. Eppure, è anche una delle meno comprese. Nella prassi aziendale permane spesso l’idea che basti individuare un nominativo, inserirlo nell’organigramma della sicurezza e considerare così risolto il problema. 
Pedroni dimostra, con rigore giuridico ma anche con un taglio fortemente operativo, che le cose stanno diversamente. Il datore di lavoro, ai fini prevenzionistici, non coincide necessariamente con il legale rappresentante né con il soggetto che firma i contratti di assunzione. La normativa guarda alla sostanza prima ancora che alla forma: è datore di lavoro chi esercita concretamente i poteri decisionali e di spesa necessari per governare il rischio. È il principio di effettività, vero filo conduttore dell’intero volume.
Chi ha lavorato all’interno delle organizzazioni riconosce facilmente questo problema. Nelle imprese di piccole dimensioni la risposta è spesso intuitiva. Ma quando si entra nelle grandi società, nei gruppi multinazionali, nelle reti d’impresa o nelle organizzazioni articolate su più stabilimenti, individuare il reale centro delle responsabilità diventa molto meno scontato. È proprio in queste situazioni che il libro offre il suo contributo più originale.
L’autore evita accuratamente l’impostazione del tradizionale commentario giuridico. Le norme e la giurisprudenza sono naturalmente presenti, e non potrebbe essere diversamente, ma non soffocano la lettura. Ogni richiamo normativo viene inserito all’interno di un ragionamento che parte dai problemi concreti incontrati da imprese, consulenti e professionisti della sicurezza. Il risultato è un testo che riesce a mantenere il necessario rigore tecnico senza trasformarsi in una semplice raccolta di sentenze.
Particolarmente interessante è la scelta di dedicare ampio spazio alle diverse configurazioni organizzative. Associazioni, cooperative, imprese familiari, società di persone, società di capitali, branch di imprese estere, consorzi, reti d’impresa: ogni contesto presenta caratteristiche proprie e richiede una ricostruzione diversa delle posizioni di garanzia. È un lavoro sistematico che difficilmente si ritrova raccolto in un unico volume e che costituisce uno dei principali elementi di originalità dell’opera.
Merita una riflessione anche il capitolo dedicato al cosiddetto modello multidatoriale. Per molti anni si è ragionato come se ogni organizzazione dovesse necessariamente avere un solo datore di lavoro. Pedroni mostra invece come l’evoluzione delle strutture organizzative renda possibile, in presenza di precise condizioni, una diversa articolazione delle responsabilità. È un tema destinato a diventare sempre più attuale man mano che le imprese assumono assetti organizzativi più complessi e distribuiti.
Ho apprezzato anche la parte finale del volume. Dopo avere accompagnato il lettore attraverso definizioni, interpretazioni e orientamenti giurisprudenziali, l’autore mette a disposizione checklist, schemi decisionali, modelli di delibera e fac-simili documentali. È una scelta intelligente. Troppo spesso i manuali spiegano cosa dovrebbe essere fatto, lasciando poi il professionista solo nel momento dell’applicazione pratica. Qui, invece, il percorso si completa con strumenti immediatamente utilizzabili nella realtà aziendale.
Naturalmente il libro non è destinato al grande pubblico. Richiede una minima familiarità con il diritto della sicurezza e con l’organizzazione delle imprese. Ma sarebbe un errore considerarlo un testo riservato esclusivamente agli specialisti. Dovrebbe essere letto anche da amministratori, direttori generali e componenti dei consigli di amministrazione. Del resto, gli eventi degli ultimi anni hanno dimostrato come la responsabilità in materia di sicurezza non possa più essere considerata una questione delegabile esclusivamente agli addetti ai lavori.
Alla fine della lettura rimane una sensazione precisa. Questo libro non insegna semplicemente a individuare il datore di lavoro. Invita piuttosto a riflettere sulla coerenza tra organizzazione e responsabilità. E ricorda una verità che la cronaca giudiziaria continua a riproporre: quando accade un incidente grave, la domanda decisiva non è chi aveva una certa qualifica sulla carta, ma chi era realmente nelle condizioni di impedire che quell’incidente si verificasse.
È una differenza tutt’altro che formale. Ed è probabilmente il motivo principale per cui questo volume merita di essere letto.
Il libro è disponibile sul sito internet dell’editore 78EDIZIONI dal 7 maggio 2026 e nelle librerie fisiche e online dal 14 maggio 2026.


